Enter your keyword

DINAMISMO UN CANE AL GUINZAGLIO

DINAMISMO UN CANE AL GUINZAGLIO

DINAMISMO UN CANE AL GUINZAGLIO

Buongiorno a te, carissimo bipede. Oggi voglio parlarti di come gestire al meglio il dinamismo di un cane al guinzaglio. Ovvero, come comportarti col cane al guinzaglio. Ovvero, come insegnare al tuo cane a non tirare al guinzaglio!
Ho chiesto, come sempre, il parere della mia esperta di fiducia, ormai spero anche tua, caro bipede: Francesca Di Biase, educatore e formatore nazionale riconosciuto.

Nina: Cara Francesca, noi cani di città sappiamo bene che le nostre passeggiate sono sempre “agganciate” ad un guinzaglio. Potresti per favore insegnare al nostro amico umano come regolarsi col guinzaglio in modo da non strattonarci di continuo?

Francesca: Cara Nina, partiamo dal presupposto che per te cane, il guinzaglio non è uno strumento naturale. Il cane infatti nasce per essere libero di muoversi, per essere dinamico, ma per sicurezza in città e per rispetto degli altri cani e delle persone, il guinzaglio è un elemento di cui non si può fare a meno. L’ideale sarebbe insegnare al cane, fin da quando è cucciolo, a camminare serenamente legato al guinzaglio, senza farlo sentire costretto o impedito nel dinamismo.

Nina: Quali sono poche ed efficaci regole utili per non impedire il dinamismo di un cane al guinzaglio?

Francesca; Prima regola utile è sicuramente non assecondare il cane mentre ci tira con guinzaglio di qua e di là per il quartiere con la foga di annusare ogni odore. L’umano dovrebbe insegnare al cane a rispettare i suoi tempi di camminata, facendogli capire che lo condurrà a conoscere ogni cosa, ogni angolo, ogni praticello, con calma e senza smania. Il cane deve avere chiaro il concetto che dall’altra parte del guinzaglio c’è il suo umano e non un peso da trascinare! Quando il cane è cucciolo è molto “dipendente” dal suo umano e tende a cercare continue conferme e approvazioni per ciò che sta facendo tramite lo sguardo. È questo il momento propizio per rassicurare il cucciolo al guinzaglio: facendogli sentire la nostra presenza durante la passeggiata, facendogli un complimento o un cenno con la testa ogni volta che ci guarda, il cane imparerà a camminare insieme a noi al guinzaglio. Quindi è importante durante la passeggiata non distrarsi, con il cellulare per esempio, per dedicarsi completamente al piacere puro dello stare insieme al cane.

Nina: Ecco brava, dillo alla mia umana che è sempre col cellulare in mano! Ma ammetto, a malincuore, che spesso sono io la prima tra i cani a tirare parecchio quando cammino al guinzaglio. E lei mi rimprovera. Come mai i cani spesso tirano al guinzaglio?

Francesca: L’errore comune è associare all’immagine del cane che tira al guinzaglio, quella di un cane indisciplinato. Non è una deduzione così immediata. Spesso infatti il cane aspetta tutto il giorno a casa il ritorno del suo padrone così quando finalmente esce a fare la passeggiata al guinzaglio il desiderio di movimento, di esplorare il mondo esterno, la smania di annusare gli odori e soddisfare i propri bisogni fisiologici, prendono il sopravvento sull’educazione abituale del cane. Cara Nina, dì pure alla tua umana che se è un proprietario consapevole non può dunque pretendere che per i primi momenti di camminata tu cane rimanga accanto a lei trotterellando amabilmente senza tirare il guinzaglio.

Nina: Grazie Francesca! Ammetto però che a volte, io cane, mi sento semplicemente vincolata nel mio raggio d’azione al guinzaglio.

Francesca: Per abituare il cane a non tirare al guinzaglio consiglio di iniziare un training educativo solo dopo che il cane ha espletato i propri bisogni e dopo aver fatto delle belle corse, dopo aver giocato con gli altri cani o meno libero dal guinzaglio in aree idonee. Quando le energie sono state sfogate è più facile per il cane adeguarsi al passo normale dell’umano. A questo punto, ogni volta che il guinzaglio non sarà teso, consiglio di lodare il cane con un tono calmo e sereno. Ogni volta invece che il cane tenderà troppo il guinzaglio suggerisco di fare un suono chiaro di richiamo (un piccolo fischio o uno schiocco di labbra) e, fermarsi solo per il tempo necessario a far comprendere la richiesta di non tirare il guinzaglio, indicare poi al cane il proprio fianco con la mano, premiandolo ogni volta che torna vicino, inizialmente con un biscottino magari, poi una carezza e un bel “bravo!” In questo modo, esercitandoci con coerenza e costanza, il cane imparerà a non tirare ed il dinamismo del cane al guinzaglio non sarà per lui avvilente.
In passeggiata sono da preferire guinzagli fissi dove la lunghezza è mantenuta in modo da mantenere così sempre la stessa distanza. In luoghi affollati come il centro storico o posti al coperto è preferibile un guinzaglio di lunghezza di 1.00/1.20 mt circa. Attenzione ai guinzagli estensibili! Pensando infatti di dare al nostro cane una maggiore possibilità di movimento, in realtà lo stiamo abituando inconsapevolmente a tirare. Questo accade perché il sistema con cui sono stati costruiti, prevede che il cane per avere più “corda” debba infatti fare trazione con il proprio corpo, innescando un comportamento scorretto.

Nina: Grazie Francesca, come sempre consigli preziosi per noi 4 zampe ma soprattutto per i 2 zampe! Ti possiamo trovare sempre sul solito sito?

Francesca: Certamente, ci vediamo anche su www.abcdogteam.it